fbpx

“Alba a Venezia” di Lorenzo Santoro

Recensione dell'Opera


Trasparenze, velature, effetti luministici delicati e sfumature liriche che indagano il paesaggio come simbiotica corrispondenza di natura e architettura, espressione di dinamiche trasformazioni che di volta in volta costruiscono gli scenari circostanti. Questo traspare dalle opere di Lorenzo Santoro, pittore e architetto capace di cogliere attraverso la liquida consistenza dell’acquerello, le sensazioni che i luoghi, i paesaggi, gli scorci sanno destare nell’animo dell’artista.

Nelle opere di Santoro, la tenuità dei colori si posa in macchie leggere e sfumature, condotte con precisione della forma a cogliere lo “spirito” del luogo più che la realtà oggettiva che si staglia di fronte. E tale è la poetica rappresentazione del paesaggio lagunare in “Alba a Venezia” dove i segni simbolici e rappresentativi dell’identità della città persi tra elementi architettonici e naturali si fondono in sfumature di colore che giocano con velate opalescenze di azzurri, quelli del cielo e della terra, e dei gialli, quelli delle prime luci dell’alba.

Nell’intensità cromatica della scena rappresentata, dove il colore scivola leggero, quasi evanescente per poi sovrapporsi in strati sottili determinanti chiaroscuri e profondità, si delinea un’armonia compositiva carica di suggestioni emotive. Lo scenario diventa impressione: impressione di un momento della storia con le sue trasformazioni, impressione della relazione ancestrale tra l’ambiente naturale e l’uomo nel loro continuo divenire e reciproco influenzarsi, impressione di una serenità costruita sull’esistenza vera di un legame consapevole tra uomo e natura.

IFF