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“Amore oltre i Confini” di Cecilia Corso

Recensione dell'Opera


Un’arte trasversale, ispirata e personalizzata che si concretizza in uno stile unico e originale in cui realismo e astrattismo si fondono in una figuratività che sembra trascendere il visibile spingendosi fin dentro le pieghe profonde dell’animo. Nella visione estetico-costruttiva dell’artista siciliana, Cecilia Corso, i generi si mescolano, le correnti s’influenzano e si rincorrono per darsi una forma diversa, altra, che sappia narrare la realtà attraverso la trama delle emozioni e delle sensazioni umane. Una realtà che spesso passa per la veridicità dei volti, specie femminili, su cui l’artista ama soffermarsi per  coglierne le diverse bellezze. La sua è una pittura svelatrice dell’inconscio che affiora dagli sguardi, dai particolari, dai tratti di tanto accennati di tanto marcati. È questa la magia del fare pittorico secondo l’artista: rivelare le essenze, scoprendone gli universali. Ed universale è la dimensione dell’abbraccio che riempie l’opera “Amore oltre i Confini”, dove è proprio il senso del concetto astratto di abbraccio a prendere forma definendosi nella poetica di un gesto spontaneo e primordiale.

La composizione infatti si costruisce attorno al nucleo centrale composto da due figure strette nell’empatica armonia di una sensazione che unisce l’una all’altra. È come se queste due entità si fondessero, nell’istante della sintonia perfetta del contatto, in un unico essere, in un’unica essenza, che qui diventa l’essenza vera dell’universale primo gesto d’amore.

Difatti le due figure chiaramente svelano le loro identità, ossia quella di pittore che opera nello spazio del suo atelier e quella di creazione pittorica che idealmente si stacca dalla tela come a rappresentare l’indissolubile unione tra artefice e opera, tra narratore e racconto, tra gesto e partecipazione emotiva.

Un’opera che nel linguaggio espressivo-simbolico dell’abbraccio quasi si rende testamento concreto della concezione pittorica della Corso.

IFF