fbpx

“Anima Mundi” di Raffaella Bellani

Recensione dell'Opera


Un sentire profondo, un percepire intimo, primitivo ed intenso, una connessione di sensi e natura, intesa quasi come un panico coinvolgimento, in cui l’artista s’immerge e di cui s’inebria, generando una forza creatrice che invade la tela, la permea, la graffia con gli artigli dell’anima. Questo sembra avvertirsi dinanzi ad un’opera di Raffaella Bellani, artista parmense, appassionata ed innovativa sia per tecnica che per ricerca artistica.

Le sue opere sono percorse da un fremito, da un fermento creativo che scorre come un flusso di immagini che si sovrappongono e si confondono le une nelle altre. In molte composizioni come nella presente “Anima Mundi”, aspetti dell’immaginario figurativo si fondono con punte d’astratto generando sensazioni ed atmosfere nuove, dimensioni temporali e stadi mentali diversi che si uniformano in un continuo presente. L’artista procede qui per piani sovrapposti in cui su uno sfondo dalle pennellate astratte di bianco e nero si stende uno strato che accoglie immagini quasi evanescenti di alberi, perché concepiti come riflessi in una pozzanghera, e su questi viene poi a delinearsi un volto femminile, diafano nei contorni, ma marcato ed intenso nello sguardo.

Tutto si compenetra: i rami degli alberi si confondono nei capelli che cadono sul volto della donna, le foglie e lo sfondo generano passaggi chiaroscurali ed atmosfere afferenti alla sfera delle emozioni. Anche qui la donna diventa uno stato d’animo e la costruzione sembra dare un senso di tridimensionalità, quasi come se il volto che riempie la composizione volesse sfondare la tela e spingersi verso l’osservatore portando con sé tutte le sensazioni e le emozioni che esso trasfonde.

IFF