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“Archetipo dell’inconscio 3” di Ezio Curletto

Recensione dell'Opera


Da un figurativo imbevuto delle ispirazioni caravaggesche ad un’evoluzione d’impronta decisamente più contemporanea fino ad arrivare ad un’arte informale ed astratta. La parabola ascendente dell’arte di Ezio Curletto, pittore ed incisore, è attraversata da uno spirito di innovazione e sperimentazione che non pone limiti alla creatività inglobando nelle composizioni ogni forma di materia che diventa elemento plastico e pittorico.

Tecniche differenti, supporti di ogni genere, materiali diversi e di recupero decontestualizzati e ricondotti a materia d’arte intervengono nella costruzione delle opere dell’artista piemontese, che diventano uniche e originali. Sono opere materiche in cui è possibile trovare stese di colore acrilico che si addensano su elementi di computer e schede elettroniche, illuminate da inserti di foglie e polvere d’oro. Le stesse che ritroviamo anche nell’opera “Archetipo dell’inconscio 3”, un’altra personale versione della rappresentazione simbolica dei contenuti dell’inconscio, dominati da immagini primordiali incontrollabilmente create dal quel mondo misterioso che sfugge al nostro controllo.

Immagini senza tempo e senza luogo catapultate nella dimensione personale dell’onirico o insite nella natura umana collettiva innata e sovrannaturale. Qui sono accolte nella sostanza della materia, come giornale o juta, nella vivida qualità del colore che accende la composizione nei toni dell’azzurro e del rosso e nella brillantezza dell’oro apposto in superficie. Sono infine impresse come impressi sono gli archetipi dell’inconscio dentro di noi, quali elementi ancestrali confinati nei subconsci della psiche ma sempre presenti e pronti a svelarsi nelle loro forme simboliche.

IFF