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"Camera Obscura 10" di Gianni Grattacaso

Recensione dell'Opera


La potenza evocatrice di un’immagine, la forza simbolica degli elementi. Questo sembra emergere dall’opera di Gianni Grattacaso, artista sensibile nato a Paestum e che oggi vive e lavora nel Cilento.

In “Camera Obscura 10” uomo e natura si fondono in quei pochi segni immersi nella vaghezza di luoghi indistinti, indecifrabili ma percorsi da una luce che ne delinea i tratti in maniera quasi concreta. La mano, l’elemento umano, domina il centro e pare quasi dirigere le profondità della struttura compositiva. La prevalenza dei toni freddi viene addolcita dai colori della natura esemplificati nel fiore rosa acceso; così quasi d’un tratto, scavalcando l’impianto strutturale, emergono tutti i sentimenti dell’uomo che ha guidato la composizione: i suoi umori, le sue sofferenze, le sue gioie, le ansie, gli ostacoli, la speranza, il futuro.

E dentro l’uomo si rispecchia l’umanità intera.