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“Chitarra esplosa” di Pio Volpe

Recensione dell'Opera


La poliedricità di un artista che sperimenta, ricerca, studia, indaga mezzo e materia, genere e forma. È questo che vive nelle opere dell’artista campano Pio Volpe, abilmente elaborate in una fusione di tecnica, creatività e originalità, al servizio di una visione estetica che superi il dato oggettivo per attardarsi su un piano più intimistico ed emotivo della realtà che ci circonda.

L’artista guarda oltre la fisicità del mondo, narrandone le suggestioni che pungolano i sensi, passando per le diverse esperienze dell’arte, dalla pittura alla scultura, dall’arte decorativa al teatro e al contempo superandole alla ricerca di un proprio linguaggio estetico.

In sculture come “Chitarra esplosa” il suo personalissimo dialogo con la materia è fatto di contrasti, contaminazioni, riciclo, sublimazione. L’identità della rappresentazione vive in un’immagine destrutturata in cui l’oggetto è ridotto a presenza simbolica di un concetto interiorizzato nella mente dell’artista. Quasi come un quadro cubista, l’opera si costruisce nella realtà parcellizzata di elementi essenziali e significativi, di piani diversi come diversi punti di vista, di materiali riciclati e contrasti cromatici e materici che si ricompongono in una nuova e personale armonia di forma, colore e significato.

IFF