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“Colosseo” di Silmara Bassanesi

Recensione dell'Opera


L’arte di Silmara Bassanesi è un viaggio oltre la realtà… Che sia un tramonto, un abbraccio intimo e carnale o una rovina antica la pittura dell’artista brasiliana di origine italiana travalica il soggetto, superando l’oggettività del reale e la sua immediata, sensoriale percezione per scendere a più profonde essenze.

Nella sua arte tutto è un procedere per suggestioni, per sensazioni evocate dall’immagine dipinta. La realtà nella sua fissità di forme, linee e colori, nella sua immobilità della scena, nelle sue auree di silenzio diventa pretesto  per un sentire più intimo e spirituale, che porta lo spettatore ad evadere andando oltre l’apparente senso delle cose. È una sorta di ammaliante seduzione metafisica che appartiene alla stessa dinamica pittorica dell’artista e che si carica in ordine e chiarezza compositiva in opere come “Colosseo”.

Qui la struttura del Colosseo avanza nella composizione con tutto il rigore dei suoi elementi architettonici. Linee ed archi si disegnano in forme precise e ben definite. Si susseguono nei piani e si descrivono tra i contrasti netti di colore, tra le ombre ferme e le luci piatte, tra l’immobilità delle nuvole in cielo e degli uomini sulla terra.

In uno spazio urbano rappresentato come esistente in una dimensione quasi atemporale, l’antica rovina si staglia imponente sulle genti portando con sé tutto il mistero del suo passato e la grandezza della sua storia. Il dipinto sembra quasi indurre lo spettatore a spingersi fin dentro il monumento, a varcare l’ingresso dell’arena, lasciandosi alle spalle il presente e facendosi rapire dal fascino di tutto il portato simbolico ed emotivo che esso rappresenta e rappresenterà per sempre nel tempo.

IFF