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“Il colore e l'anima” di Fulvio Gavinel

Recensione dell'Opera


Un’arte che è sperimentazione, ricerca, evoluzione creativa che passa per generi e materiali differenti fino a trovare la propria identità stilistica. Così l’artista bolognese Fulvio Gavinel costruisce nel tempo la sua personale visione artistica che è materica, astratta e sintetica.

Nelle sue opere non c’è la fissità della forma, non c’è rappresentazione oggettiva del reale ma tutto vive nella concretezza della materia e degli impasti di colore. Colore e materia raccontano la vita e la natura da cui l’artista trae ispirazione attraverso un’essenzialità compositiva, risultato di una sintesi concettuale ed emotiva, a volte ridotta fino all’estrema dissipazione della forma altre volte ancora legata a riferimenti al reale vagamente accennati.

In  tal senso  “Il colore e l’anima”  è un’opera in cui non persiste alcuna traccia di un figurativo formale. Tutta la  narrazione è qui affidata esclusivamente al colore e alla materia studiata e sperimentata nelle sue infinite potenzialità e sublimata. Entrambi s’impongono sulla tavola con una nuova poetica. Diventano materia pittorica che solo l’atto creativo dell’artista dirige per affidare loro le proprie emozioni, il proprio sentire, il personale modo di comunicare al mondo.

Macchie, strisce, graffi, sovrapposizioni e spatolate di materia ed acrilico seguono il gesto dell’artista che proietta tutto verso i toni caldi del marrone, dell’ocra, dell’arancio. Col suo fare sembra quasi voler accostare l’anima ai colori della terra, della luce rossastra al tramonto, della natura e della vita portando via il pensiero verso ricordi, emozioni, commozioni.

IFF