fbpx

“Divergent continents” di Cinzia Inglese

Recensione dell'Opera


È la forza espressiva del gesto e la qualità espressionistica del colore a dominare l’arte di Cinzia Inglese. Un’arte che è riflessione intimistica su passato e presente, suggestione panica, immagine evocativa di una memoria individuale e universale, rappresentazione onirica e lirica del reale.

Attraverso l’atto creativo e l’esplorazione di materiali diversi, l’artista compie un viaggio interiore che conduce a una nuova prospettiva del reale in cui è la riflessione sulla terra a occupare il ruolo centrale.  Custode di significati ancestrali e unione di uguaglianza e diversità, la terra diventa ricerca dell’essenza umana e l’artista il tramite che porta lo spettatore alla conoscenza dei luoghi dell’inesplorato.

E il richiamo alla terra e ai simbolismi concettuali espressi in forme d’astrazione pura ritorna anche nell’opera “Divergent continents”. Qui la riflessione sul mondo e sull’esperienza quotidiana di esso passa per un pensiero critico negativo che diventa punto di partenza di una volontà e di un messaggio di rinascita. Le inquietudini dell’esistenza contemporanea, lo scivolamento distruttivo dell’uomo e della natura, il declino dei valori persi nell’avida ricerca materiale vengono rigettati in un processo di regressione delle origini che parte dalla concezione primordiale della Pangea per dare adito ad un nuovo inizio.

Così in un mare galleggiante dai toni blu e azzurro, la terra, vibrante delle sabbie e dei gessi adoperati, si stacca, i continenti prendono altra posizione, assumono un nuovo diverso stato facendosi metaforicamente immagine di una necessità di cambiamento, di riappropriazione della propria essenza, decontaminandola dagli sbagli dell’umanità perpetrati nel tempo e artefici della decadenza attuale.

IFF