fbpx

“Donna allo specchio” di Paola Augusta Pettini

Recensione dell'Opera


Da un paesaggistico dai tratti informali ad un figurativo dal gusto ornamentale, l’arte di Paola Augusta Pettini  è tutta permeata della ricerca emozionale dell’artista, delle sue sperimentazioni del segno e delle influenze stilistiche mutuate dall’Art Nouveau, che con i suoi effetti decorativi  altera le forme oggettive del reale.

Con più o meno apparente riferimento, la Pettini dall’Art Nouveau riprende soprattutto la linea dinamica ed ondulata. Se infatti in “Donna allo specchio”, la figura femminile rappresentata non si rifà pedissequamente agli stilemi liberty – che ritroviamo identici invece in altre opere dell’artista – è possibile comunque rintracciarne i riferimenti. La caratteristica linea morbida e sinuosa è qui infatti adombrata sia nell’elemento naturalistico accennato accanto alla donna dalle classiche fogge anni ‘20, sia nei panneggi del velo che scivola lungo il volto e sulle spalle.

La dimensione della composizione assume i contorni onirici e metafisici, tanto che lo sfondo in cui è immersa la figura resta indistinto in un flusso cromatico che spinge sugli arancioni, mentre l’elemento vegetativo si confonde nel piano e s’integra nell’impianto pittorico. Molto è affidato al colore, alla scelta dei bruni e dei toni caldi amalgamati tra il fondo e la figura, i tratti sono decisi ed essenziali, il tutto sembra quasi assumere un carattere di bidimensionalità come se il reale fosse filtrato nell’immaginazione dell’artista veicolata però verso i sentieri della raffinatezza propri della lezione liberty e semplificato poi nelle forme percettive.

Il termine specchio del titolo diventa pertanto evocativo dell’immagine riflettente della realtà oggettiva del visibile “specchiata” nelle distese sconfinate dell’irreale.

IFF