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"DOUBLE DENSITY" di Massimo Soldi (MonoMax)

Recensione dell'Opera


Immagini attinte da moti interiori, connessi a rimandi inconsci della memoria e proiezioni oniriche. Questo sembra emergere dalle opere di Massimo Soldi (MonoMax), artista lombardo che ha affidato al colore, il compito di imprimere la sua arte. La fa scivolare lungo il flusso di emozioni che domina il suo mondo interiore dialogante con l’esterno, per condurla libera sui supporti che di volta in volta impiega.

In Soldi l’atto creativo è il prodotto di una contaminazione degli impulsi delle arti, dalla musica alla fotografia, dalla scrittura alla pittura che si traduce in una contaminazione di colori ma anche di tecniche e materiali, dando vita a nuove consistenze, nuovi linguaggi, sperimentazioni di stili ed universi del dire e del sentire.

Proprio come in “Double density” dove le diverse densità degli inchiostri sulla carta perdono ed acquistano corpo nella metamorfosi di una nuova forma. Macchie di colore si spandono sul fondo, si sovrappongono, si assorbono e si compenetrano dando vita a trasparenze e consistenze, generando volumi e profondità, immagini astratte simboliche di tanti stati d’animo in cui perdersi e ritrovarsi. Sono complementari che si ricompongono in una nuova sintesi. Espansioni di colori che si riversano sulla carta con tutta la loro forza di toni caldi, freddi, scuri e chiari. Sono corrispondenze dell’animo. Intuizioni, fantasie, sogni.