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“Emozioni a passeggio” di Michele Soro

Recensione dell'Opera


Immagini modellate seguendo l’istintualità di un gesto che si concretizza in movimento e plasticità. Corpi anatomicamente scavati, incisi e deformati, ricomposti in metamorfiche forme sinuose e curve. Suggestioni dai rimandi futuristi e allusioni all’arte primitiva… La scultura di Michele Soro è una visione poetica ed intima del reale scolpita nella porosità della trachite o nella fibrosa densità del legno, nella materia grezza della pietra o nella legnosità della ceppaia, spesso fortuitamente adocchiate in natura nel suggerirne fisionomie e modelli.

Semplice nella forma ma lirica nel contenuto, la materia è resa sostanza dell’anima nelle mani dell’artista capace di restituire opere emotivamente eloquenti e fascinose come “Emozioni a passeggio”. L’opera, dall’architettura imponente, appare quasi come un ammasso informe di materia fluida che si costruisce nel dinamismo di linee morbide, flessuose, geometricamente arrotondate e sferiche.

La dinamica del flusso pare ricostruire, nell’illusione di un immaginario surreale, la sagoma di un uomo in movimento nella forma della leggerezza delle sue emozioni. È come se il piano del reale lasciasse il posto a quello delle sensazioni, delle emozioni provate, delle percezioni sentite e vibranti rese ancora più autentiche e concrete nei passaggi rapidi di luce e ombra che l’alternarsi di cavità e rilievi, piani e vuoti, liscio e ruvido genera sulle superfici plastiche della composizione.

IFF