fbpx

“Esistenza su legno” di Monica Ferrera

Recensione dell'Opera


Una comunione tra corpo e anima, una fusione tra uomo e natura, una corrispondenza tra stati d’animo e “oggetti naturali”. Nell’arte di Monica Ferrera è l’elemento umano a calarsi nel paesaggio di natura diventando un tutt’uno con esso, facendosi tassello di una composizione in cui sentimento e percezione si equilibrano in una perfetta sintesi, profonda ed intima.

Nell’opera “Esistenza su legno” questa sintesi sembra superare se stessa e trascenderne il concetto di panismo di fondo, evolvendosi in una più ricercata visione di armonia cosmica. Non è più semplicemente una questione compositiva ma di genesi creativa. Prima ancora che l’immagine, è la materia ad adoperare la sintesi. L’elemento naturale sembra infatti compartecipare alla creazione mutando la sua collocazione da sfondo ammantato di sentimento panico a sostanza che forgia ed è forgiata, prima nel legno del supporto che accoglie la composizione e poi nella sabbia stesa sul fondo che movimenta il disegno.

L’opera, al di là del soggetto dipinto, sembra quasi voler immortalare il momento in fieri del processo di fusione tra uomo e natura. La carica vibrante del fondo su cui è steso il corpo di una donna sembra invaderne la nudità, la sabbia sembra compenetrarsi con esso, assorbirne l’essenza e viceversa. La fisicità sembra perdere i suoi tratti e pian piano sgretolarsi. Le barriere tra l’io e la natura vengono spezzate. S’insinua lentamente quel sentimento di unione con il tutto. Tutto si confonde, s’immedesima, palpita. È in atto la fusione, la corrispondenza simbiotica di umano e naturale, la cui sintesi è raccolta dallo sguardo della donna che comunica con l’esterno, che guarda lo spettatore fisso, oltrepassando la tavola.

IFF