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“Fieri in technicolor” di Gianantonio Cristalli

Recensione dell'Opera


Plasticità della forma, forza della composizione, solidità del mezzo. È la pietra, il marmo, la terracotta a rappresentare la dimensione espressiva dell’arte di Gianantonio Cristalli, scultore bolognese dalle linee contemporanee e sperimentatore di tecniche plastiche diverse.

Tradizione ed innovazione, passato e presente, sacro e profano si plasmano all’interno di rappresentazioni in cui metaforici rimandi all’antico vanno a modularsi in linguaggi originali e contemporanei.

In “Fieri in technicolor” per esempio, la fierezza dei corpi allineati quali fossero legioni romane, la posa da gladiatori pronti a gareggiare nell’arena, la compostezza dell’impianto ideologico vengono raccordati e narrati tramite colori saturi, tinte complementari disposte come fotogrammi in technicolor, procedimento degli anni trenta del Novecento che per primo consentì di proiettare sullo schermo una pellicola a colori.

Così forme reiterate di pugili plasmati nella terracotta e smaltati si impongono con tutta la forza programmatica di matrici colorate ordinate secondo una disposizione che tende a generare pieni e vuoti, chiari e scuri, donando profondità alla struttura. Inoltre la luce che scivola sui corpi ne illumina le sagome, crea un vibrato differente da forma a forma a seconda della diversa incidenza sulla superficie degli smalti, movimentando così tutta la composizione.

IFF