fbpx

“Figus Moriscas” di Gabriella Zedda

Recensione dell'Opera


Atmosfere rarefatte e delicate rivestono di  un segno quasi poetico le opere di Gabriella Zedda, pittrice appassionata, dalle velleità di eterna sognatrice. All’interno delle sue opere vive la ricerca di una bellezza quasi estatica, intesa come espressione di  grazia ed armonia. E sono i segni della sua terra non tanto di origine quanto di appartenenza, la Sardegna, ad essere raccontati attraverso la bellezza di un luogo, di un volto, di un fiore di cui l’artista coglie le fragilità e le forze come identità peculiare che da sempre la affascina e la conquista.

“Figus Moriscas” ne è esempio lampante, rintracciando già nel titolo dell’opera quel senso di appartenenza sarda detto e sempre costante. Il titolo infatti è il nome sardo del fico d’india, pianta e frutto che contraddistingue i paesaggi dell’isola, costellati di verde e giallo-arancio, delle caratteristiche forme piatte ed allungate delle pale ma anche tonde e a coppa delle bacche carnose.

La composizione si presenta come una natura morta costruita attorno ai frutti variamente sparpagliati al centro, adagiati su un tappeto di foglie verdi. Alla costruzione è impresso un senso di movimento, quasi a vortice, che sembra avvolgere lo spettatore, come a volerlo addentrare nelle bellezze della propria terra e con lui condividerle. Concorrono a creare quest’atmosfera avvolgente anche la delicatezza delle sfumature di colore e la luce carezzevole che scivola sulle forme, mentre un nero di fondo si allarga sotto i frutti sospingendo fin dentro l’essenza della composizione e del pensiero.

IFF