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“Frutti autunnali” di Maurizio Staffetta

Recensione dell'Opera


L’obiettivo puntato a cogliere un particolare, un’atmosfera, una sensazione sorpresi in un unico istante, autentico ed irripetibile, che vive in eterno come dentro un quadro dalle sottili sfumature. Così si presenta la fotografia di Maurizio Staffetta, artista toscano appassionato, sperimentatore e conoscitore delle potenzialità del mezzo fotografico.

Le sue immagini sembrano costruirsi come dentro un quadro, in cui va a tracciarsi il disegno, vanno a marcarsi le linee, a riempirsi il colore attraverso una sapiente modulazione di luce ed ombra, di passaggi tonali e contrasti chiaroscurali. Che sia un ritratto, un’architettura urbana, un paesaggio, un dettaglio, tutto è immerso nella luce ed emerge dal buio generando un senso di tensione drammatica e romantica. L’oggetto vive dei contrasti di colore netti e decisi che l’artista riesce a dare alla qualità dell’immagine, giocando con la luce, l’intensità, la direzione.

Opere come “Frutti autunnali” sembrano riportare alla mente scene di quel realismo caravaggesco che caricava di dignità formale anche l’oggettività inanimata delle nature morte. In quest’opera che fa parte del progetto “Food & Beverage Still Life” in cui soggetti a colori di staccano da fondi in bianco e nero, la frutta sembra emergere da un fondo scuro con tutta l’intensità dei suoi colori, quasi come stesse sobbollendo dentro il buio della pece. Nella penombra, un grosso libro aperto posto in posizione angolare riempie l’oscurità vuota dello spazio e degrada verso la composizione di frutta, dirigendovi lo sguardo. È la luce che costruisce, che scende lambendo gli elementi della composizione e generando zone di colore acceso, intenso, luminoso e zone in ombra più o meno marcate. Non c’è dissonanza ma complementarità. La luce crea profondità, volume, spazialità e teatralizza un istante, un momento di vita che si carica di pathos.

IFF