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“Gabbiani al Tramonto” di Angela Puccini

Recensione dell'Opera


Un figurativo reale macchiato di allusioni inconsce, luci e colori naturali sposati alla suggestività e all’emotività di paesaggi contemporanei, passato e presente, antico e moderno si fondono nella espressione artistica di Angela Puccini, artista toscana dalle ricercate contaminazioni straniere.

Puccini, infatti costruisce la sua pittura sugli studi dei grandi maestri di fine 800, dai Macchiaioli agli Impressionisti, a cui coniuga le personali esperienze formative parigine e newyorkesi. Da queste influenze nascono opere delicate, sensibili, dal vibrante impatto cromatico ed emotivo, che tocca le sfere più intime della percezione sensoriale ed intima. Un esempio ne è  l’opera “Gabbiani al Tramonto”, in cui l’artista conduce lo sguardo dello spettatore all’interno di un pacifico paesaggio marino, dominato dalla dolcezza di un tramonto che immerge  la composizione in una luce densa, quasi materica che riempie la tela.

La levità delle campiture di colore si stende sulle acque leggermente increspanti sugli scogli, anch’essi illuminati, flebilmente, come le nuvole che si confondono nei bianchi delle spume delle onde. In questo spazio si stagliano liberi nel cielo due gabbiani, altrettante guide nelle suggestioni emotive del dipinto che sembra aprire a nuove profondità, a viaggi contemplativi, ad evasioni che rievocano la concezione di infinito di leopardiana memoria.

È la sensazione in cui il fantastico sottentra al reale, che fa superare i confini, attraversare i limiti di spazi e tempo, condurre all’indefinito e trovare la serenità nella contemplazione del paesaggio che circonda l’uomo… ed “il naufragar [m’] è dolce in questo mar”.

IFF