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“I mondi paralleli del pensiero” di Daniela Grifoni

Recensione dell'Opera


Magmatismo e Metamorfismo si confondono e si fondono in un’esperienza unica che è sperimentazione ed evoluzione della rappresentazione figurativa classica che assume nuova dimensione, informale e contemporanea.

Di questo si nutre l’arte di Daniela Grifoni, artista fiorentina che emerge, da un tessuto urbano intriso di cultura storica ed artistica, con una forza incandescente e fluida, pregna di nuovi significati e di un dinamismo mutuato dal mondo poetico e musicale dentro cui l’artista è cresciuta, trascrivendo una visione del mondo intima, personale, armonizzata nella forma e nel colore. Dalla pittura alla scultura il segno della Grifoni si riempie di una liricità e compostezza tale da travalicare il mondo del fenomenico.

In opere come “I mondi paralleli del pensiero” la figuratività dell’immagine scolpita sembra quasi perdere la sua consistenza ed oggettività per tradursi in immanente espressione di un concetto che stesso dalla realtà contingente prende i mezzi per manifestarsi. L’opera rientra nella serie dedicata al tema “quello che le  donne non raccontano” in cui mezzi busti mutilati nella parte superiore della testa s’innestano su uno sfondo dominato da una pittura pastosa, dal tratto esuberante, dalle spatolate di colore denso e dinamico, “magmatico” e dove gli stessi corpi, investiti da colate di colore, partecipano dell’astrazione figurativa e della carica intensiva generata da contrasti netti, spingendo così ad immergersi in una dimensione altra.

È la dimensione del pensiero, della formulazione concettuale. E qui il messaggio tradotto nella complementarità simbiotica della materia di pittura e scultura è la stereotipata concezione della società contemporanea che vuole spesso la donna ridotta a soggetto non pensante e a cui risponde la stessa eccezionalità del mondo femminile, unico e misterioso, che prende forza  dalla sua stessa natura ed essenza.

IFF