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"Il Caso” di Cetty Pillitteri

Recensione dell'Opera


Una pittura emotiva che è interpretazione del reale vagliata al filtro delle sensazioni e delle riflessioni intime e personali dell’artista sulle contingenze e problematiche del contemporaneo. L’arte della palermitana Cetty Pillitteri rimanda ad una complessità d’impianto pittorico che muove tra il formale e l’informale, in cui la materia, spesso riciclata e nobilitata in nuova forma, viene dinamizzata nel colore e liricizzata nella delicatezza delle increspature e velature delle pennellate. Le opere dell’artista diventano così, molto spesso, pura astrazione da esperire con mente e cuore, facendosi speculazione ed ammonimento per i comportamenti  errati del genere umano.

In “Il Caso” il monito si condensa attorno ad un problema di tipo ecologico. Qui sostanze di scarto di materiale plastico s’insinuano diventando linguaggio e nuova semantica, mentre elementi e geometrie caricano la composizione di tutta la loro valenza simbolica. In particolare, adombrato nelle pennellate e colate di colore emerge la forma sferica, iconologicamente espressione della terra, persa però nell’indefinitezza dei suoi attributi smarriti in un’indistinta aridità di toni grigi. Su di essa incombe la presenza di un uovo che con la sua forma ovale, simile alla sfera e quindi perfetta,  senza principio né fine, è simbolo di vita, fertilità e resurrezione.

E se quell’uovo non si schiudesse mai? La caduta della terra nel degrado può in effetti mortificare e abbattere la vita ma la speranza di una nuova e più positiva  rinascita è già abbozzata negli accenni di colore e nel fondo su cui si staglia la sfera, letteralmente diviso a metà tra bianco e nero, come se il buio delle tenebre fosse pian piano rischiarato e illuminato dalla luce che avanza.

IFF