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“Il cuore trafitto” di Damiano Bitritto

Recensione dell'Opera


Concettuale, animistica, viscerale. L’arte di Damiano Bitritto è rappresentazione estetica e simbolica di una dimensione intima ed emotiva che si compie nella condizione di continuità tra uomo e natura che è autentica e primordiale.

L’artista bitontino nelle sue creazioni dà forma a quella percezione profonda della natura avvertita come rapporto simbiotico e partecipativo con l’uomo e il suo ritmo vitale che egli sente da sempre e che sotto diverse aspetti ha espresso nel tempo fino a trovare la giusta determinatezza in una personale interpretazione della scultura. Foglie, terra, pietre, elementi del mondo naturale entrano nelle composizioni facendosi materia ed essenza, forma e contenuto, qualità estetica e messaggio universale della vita e del suo continuo divenire, assumendo spesso le forme dell’umano.

Così anche “Il cuore trafitto” è espressione di questa ideologia – per così dire – “animistica”, che permea la scultura di Bitritto. Anche qui l’elemento naturale si fonde con quello umano in una tensione immersiva che annuncia una sacralità che non vuole essere per forza religiosa ma spirituale e primitiva. L’iconografia del fondo nero dell’opera da cui sembra sospendersi un cuore scolpito nella pietra, trafitto e lacrimante sangue supera l’allusione simbolica della Passione cristiana, richiamata dalla presenza del chiodo, nella rappresentazione di un significato universale di amore primigenio ed eterno che ha in sé la solidità e la forza di superare ogni avversità. La pietra, nelle forme sublimanti della scultura di Bitritto, diventa così mezzo da cui si assurge alla sacralità del vivere umano, ricercata nella purezza dei sentimenti, delle emozioni e dei valori di cui l’uomo sa vestire la propria quotidianità.

IFF