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"Il lungo viaggio della vita" di Giusy Tafarella

Recensione dell'Opera


Prettamente figurativa, l’arte di Giusy Tafarella si costruisce di passioni: intime e primordiali che affondano nelle radici della sua prima esperienza artistica e solide e controllate che rimandano al suo incontro con la rigorosa arte rinascimentale.

Da qui una sorta di realismo che promana dolcezza, mai duro, emozionate ed emotivo come quello che pervade quest’opera, “Il lungo viaggio della vita”, in cui le immagini marcano simbolicamente un universale messaggio.

Il centro della composizione è così occupato dalle rappresentazioni di due bambini dipinti nelle fogge di adulti, seduti su valigie come a sottolineare due anime che si incontrano e si accompagnano nel viaggio della vita. Due amici, due amanti o semplicemente due affetti che segnano le esistenze e si sorreggono. Dietro di loro, delineato nei tratti essenziali, un treno esce da un tunnel correndo verso un futuro, che si profila ignoto ma sereno se il viaggio della vita è percorso assieme alle persone care.

Questo il messaggio finale, rimarcato anche dall’uso del colore, pieno, brillante, presente nelle figure che prendono il primo piano della composizione ed accennato, rimpiazzato dai contrasti chiaroscurali del bianco e nero, quasi assente nella sagoma del treno, di lato ed in secondo piano, tratteggiata nel suo fuggire verso il destino.