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“Il mio grido” di Anna Tonelli

Recensione dell'Opera


Un segno pittorico che traccia nel nero della matita linee di un ordito su cui si tesse la ricerca di un equilibrio, della propria intima essenza, del proprio esistere. È la cifra entro cui l’artista Anna Tonelli contiene l’istinto e l’ispirazione della propria arte, che si renda unica ed originale.

Le sue opere sono percorse da un tratto vibrante ed emotivo che s’insinua nel colore e lo carica di tensione costruttiva. È infatti il colore a stendersi sulla tela addensandosi in macchie piccole, ora fitte ora meno, che compongono l’immagine, foggiano la figura con un diverso comportamento pittorico di definizione o disgregazione delle forme, che decide il dispiegarsi di ombre e luci, che tocca i sensi e apre alle diverse  pulsioni dell’anima.

Così è anche per l’opera “Il mio grido” dove punti e tratti di colore blu s’infittiscono e s’inspessiscono, poi si diradano e si attenuano descrivendo forti contrasti di luce ed ombra entro cui si costruisce la figura di una donna e il suo grido disperato. Tutta la composizione vive della tensione e vibrazione del colore e della luce che rispecchiano la carica emotiva della donna che risale impetuosa dalle profondità dell’anima fino a liberarsi nel gesto estremo di disperazione urlato all’esterno.

Volto e corpo appaiono contratti nel segno di un’emotività interna che anela a manifestarsi come grido universale, raccogliendo in sé l’angoscia del dramma di questi tempi e la voglia di superarla guardandosi dentro alla ricerca di un proprio equilibrio interiore che permetta di affrontare, con un senso di rinnovata resilienza, il presente.

E nelle pennellate dai grandi effetti luminosi e dalla piena brillantezza cromatica si compie il miracolo di un’immagine viva e palpitante…

IFF