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“Il Patriarca” di Valeria Di Vece

Recensione dell'Opera


Una ricerca estetica e stilistica in cui i linguaggi dell’arte sembrano influenzarsi e amalgamarsi gli uni con gli altri. Nella visione artistica di Valeria Di Vece le contaminazioni dei generi diversi a cui l’artista affida il suo estro creativo si confondono in un armonico fluire dal mondo della ceramica a quello della scultura fino alla pittura. Difatti nelle opere pittoriche sembra quasi che colori, tratti, figure disposti sulla tela si diano una forma plastica componendosi in un’ornamentale modularità cromatica che sembra attingere alla qualità decorativa della ceramica.

Spesso occupate da una scomposizione della figura rimodulata in incastri geometrici e zone nette di colore, le opere della Di Vece fissano, nella solidità della materia e nei contrasti cromatici, momenti di vita generati in una sovrapposizione di piani e profondità diverse che movimentano le composizioni.

Esempio ne è l’opera “Il Patriarca” dove, in una giustapposizione di blocchi colorati e nella geometria di tratti che richiamano, nella capacità sintetica della mente, le forme anatomiche dei corpi, vengono ritratti i soggetti di un nucleo familiare, gravitanti attorno alla figura centrale del padre di famiglia. Inteso qui come rappresentante della tradizione patriarcale, il padre di famiglia occupa “il posto d’onore” all’interno della composizione.

In posizione centrale, con gli occhi fissi verso lo spettatore, dagli attributi della sua sagoma sembrano quasi enuclearsi gli altri componenti della famiglia: la moglie accennata nell’occhio, la bocca e la rotondità abbozzata del volto bianco, e i figli evidenziati nel capo e nelle mani protese. Il messaggio di una solidità e centralità anche decisionale del padre nella famiglia viene così espresso in una sequenza di elementi che si corrispondono e si equilibrano nei tasselli di colore e nei tratti distintivi dei soggetti, disposti simbolicamente quasi a vortice col centro nella bocca (voce) del “patriarca”.

IFF