fbpx

“Il pescatore di sogni” di Francesco Loliva

Recensione dell'Opera


Un viaggio visivo tra luoghi, scorci e paesaggi catturati in un’istantanea  che sembra bloccare nella purezza dell’immagine quell’ideale di bellezza filosofico-estetica di classica ispirazione. È la sensazione che riescono ad infondere al pubblico le opere di Francesco Loliva, chirurgo con la passione innata per la fotografia.

Quando la si osserva, la sua non sembra una semplice fotografia ma una pittura che evoca atmosfere surreali quasi metafisiche.  Il suo immaginario fotografico si tinge dei colori e dei panorami della Puglia, suo luogo natio, ma anche dei tanti posti che ha conosciuto viaggiando, dal Kenia alle Maldive, da Bali agli USA.

Ogni suo approccio alla realtà, al quotidiano, alla varietà di paesaggi, scenari e culture è studiato per cogliere un particolare, un momento che possa catturane l’emozione e restituirla a chi osserva, muovendo le corde dell’inconscio e i piani sintetici del razionale, producendo opere come “Il pescatore di sogni”, in cui il senso evocativo è tutto nello spazio sterminato del mare e dei silenzi che sembrano  aprirsi attorno ad esso. I colori sconfinano nell’onirico. L’immagine pare comporsi in una materia densa. Il tempo sembra fermarsi, lo spazio appare come indefinito. In esso si perde una piccola figura, un pescatore assiso sugli scogli, tratteggiato nelle sue poche e nette macchie di colore, ed in lontananza una piccola barchetta immersa nelle velature dello sfondo. Per quanto si fissi in un istante, l’immagine ha il potere di far percepire e vedere con la mente il lieve ondeggiare del mare. Il fenomenico  si perde negli indistinti spazi dell’anima, delle emozioni, dei sentimenti, delle percezioni inconsce.

La realtà diventa pregna di un romantico e delicato afflato lirico.

La fotografia diventa poesia.

IFF