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“Il veliero” di Amber

Recensione dell'Opera


Immagini che sono quasi visioni, proiezioni psichiche tinte di un immaginario creativo che trascende l’apparente senso del reale. Questo aleggia nelle opere dell’artista toscana Amber (Ambra Ceragioli): il fantastico audacemente si mescola al reale e genera forme e colori che sembrano percorrere i piani dell’irrealtà per  scendere a smuovere le più profonde ed interiori suggestioni dell’animo umano. E proprio il colore marca quella dimensione emotiva entro cui l’artista vuol far sprofondare lo spettatore. Il colore riempie ed invade le tele facendo emergere la forma dalle macchie cromatiche che si estendono in maniera netta, decisa, contrastante, carica ed intensa.

Non è da meno di questa potenza espressionistica, l’immagine visionaria e suggestiva che emerge dall’opera “Il veliero”.  In una surreale dimensione che s’inabissa nei piani dell’inconscio e subconscio e riaffiora in un’onirica rappresentazione del sé, un veliero squarcia le onde del mare che s’increspano al di sopra di un pavimento a scacchi neri e bianchi leggero e fluttuante come fosse un lenzuolo al vento. Il veliero ha vele rosse spiegate e mira dritto solcando e andando verso la luce. É la simbolica rappresentazione di uno stato d’essere dell’artista che nel veliero gonfio al vento concretizza l’immagine del carico dei suoi sogni e speranze che finalmente riescono a muoversi dal vuoto e cupo silenzio dentro cui si erano persi. Navigano fuori dalla fredda razionalità, che spesso soffoca i sogni tra ansie, preoccupazioni, elucubrazioni limitanti e restrizioni, per raggiungere più autentici e liberi confini che sono quelli dello spirito, dell’essere più profondo, la cui voce non va più taciuta. E navigano anche con tutta la forza emotiva del rosso pieno delle vele che ha in sé “l’impeto e la dignità di un cuore intrepido” (Man Ray).

IFF