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"ItBeneOrMale" di ESY_LANSK_ART

Recensione dell'Opera


Un’immagine quasi iconica, dai colori netti ed i contorni ben marcati e delineati.  E’ quello che domina la composizione “ItBeneOrMale” dell’artista visiva, di nazionalità estone, Eseniya Lanskaya, in arte ESY_LANSK_ART, ed emblematico esempio del pensiero artistico-filosofico che sottende le opere di questa pittrice. La combinazione delle tecniche del disegno e della pittura acrilica diventano per ESY_LANSK_ART tratto distintivo del suo stile e strumento ideale per creare una connessione emotiva e mentale tra la sua arte ed il pubblico che la riceve.

L’artista dà infatti molta importanza all’aspetto dell’io interiore e delle sovrastrutture sociali che spesso lo soffocano tra simboli e segni preconcetti e che la pittrice tenta di discoprire nell’arte, cercando di far riemergere la primordiale essenza dell’uomo. Così nella figuratività dell’immagine di “ItBeneOrMale”, una serie di simboli si palesa con i suoi significati precostituiti per essere poi reinterpretati in un equilibrio d’insieme. Sulla parte di fondo nera emerge una figura femminile aggettante verso l’esterno.

Alle sue spalle un velo azzurro che sembra cascare come a dispiegare delle ali. Sul capo, una porzione del nero del fondo viene circoscritta in un cerchio dorato creando anche qui una sorta di ambiguità di forma e contenuto: cappello o aureola? Piano materiale o spirituale? Avvinghiato al polpaccio della donna è poi un serpente, che nella simbologia cristiana riporta al diavolo tentatore e quindi al male, qui in contrapposizione con l’immagine dell’aureola, simbolo angelico. Ma non in tutte le culture i segni citati hanno stesse implicazioni e questo è raccontato in quell’apparente sensazione che sembra lasciare in bilico i piani interpretativi. Così segni e simboli di cultura squisitamente occidentale si frappongono allo stato di natura dell’essere umano, quella dimensione in cui per Rousseau gli uomini vivono “liberi, sani, buoni, felici” e lì dove, per l’artista, si ricompone la nostra dualistica visione del bene contrapposto al male in una coesistenza pacifica ed equilibrata.

Tale sintesi è esplicitata nel volto della donna in cui, a retaggio della visione dei due piani dell’essere umano, restano i quattro occhi di una duplice figura che si ricompone in una sola. Intanto, a livello strutturale, i contorni delineati della figura ed i forti contrasti di colore sembrano disporre la composizione su differenti piani prospettici, dando quasi una sensazione di tridimensionalità dell’opera, mentre il frequente uso del dorato sembra quasi rimandare ad echi di gusto bizantineggiante.