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“La Creazione della Metamorfosi” di Alessandro Borrelli

Recensione dell'Opera


Un’arte carica di simbolismo. Sculture che plasmano nella materia concetti e sentimenti. È l’espressività plastica di Alessandro Borrelli, artista partenopeo che forgia mano, mente e cuore nella scultura. Di lui si osservano opere cariche di uno stile unico, originale ed inconfondibile a cui l’artista giunge attraverso sperimentazioni e perfezionamenti che ci restituiscono creazioni fascinose ed enigmatiche.

“La Creazione della Metamorfosi” per esempio, già nel titolo mostra la complessità ideologica che la sottende: nella metamorfosi ogni vita si origina dalla precedente per trasformazione, in un processo continuo in cui inizio e fine si perdono e si confondono. Qui è l’esistenza umana ad essere catturata nel suo divenire.

Ad essere immortalato nel grès è il momento in cui tutto ebbe inizio, espresso in una sovrapposizione di forme simboliche che vanno ad esplicitare il concetto filosofico ed emotivo di fondo. Vediamo così – partendo dalla base nera in plexiglass – ergersi un corpo femminile, simbolo del genere umano insieme all’uomo esemplificato nei baffi e nel cappello, ma simbolo anche di fecondità e creazione. Uomo e donna sono i protagonisti della “germinazione” della specie, che cristianamente si originò col peccato originale, allusivamente citato nella mela che chiude la composizione.

In uno sguardo d’insieme poi la creazione sembra rievocare la forma di una pera, altro elemento pregno di significati sia mitologici, quale la sensualità del corpo femminile, sia religiosi, quale la connessione di Cristo con l’umanità.

IFF