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“La Forza” di Simonetta Sabatini

Recensione dell'Opera


Un figurativo che attraversa l’anima, che percorre ed insegue i tracciati delle emozioni chiusi nelle profondità dell’essere, che si definisce nell’armonia con l’ambiente e gli spazi vissuti negli occhi e sulla pelle. L’arte di Simonetta Sabatini è manifestazione dell’invisibile, di quelle sensazioni delicate ed intime che appartengono ai soggetti scelti dall’artista e che vengono trasposti in linee, forme e colori capaci di farsi “sentire” dallo spettatore.

Opere come “La Forza” suggeriscono immagini palpitanti di vita, esperienze emotive ed affettive, percezioni, pensieri che raccontano una storia. Qui ad essere narrata è una storia subita di abusi e violenze, di violenza domestica purtroppo attuale ed universalmente conosciuta.

Il volto di una donna giganteggia sulla tela, perso nel vuoto, con le lacrime piene che rigano le gote che scendono sul viso e sul naso e bagnano le labbra serrate, con gli occhi sbarrati avvinti dalla sofferenza e dal dolore.

Quell’occhio quasi al centro della composizione investe lo spettatore e lo sprofonda fin dentro a tutta quell’angoscia della donna, nella sua impotenza di reagire e potersi difendere, in quel senso di solitudine e paura che la schiaccia, lasciando segni indelebili non solo sul corpo ma dentro nell’anima. E l’orrore e la speranza che tutto finisca in quel momento, anche se magari poi di nuovo pesante e tremendo potrà ritornare ancora e ancora, impregna la tela, il supporto e i colori che seguono l’ispirazione dell’artista e che assecondano nella loro preparazione la sua empatica rappresentazione della vita che scorre.

IFF