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“La mungitrice” di Gianluca Serri

Recensione dell'Opera


Spaccati di quotidiano, semplice, folklorico, rurale, immersi in atmosfere pittoriche che rimandano alla mente quella forma di Realismo emotivo adombrato nelle opere dei Macchiaioli. Questo lo scenario che sembra aprirsi dinanzi all’arte di Gianluca Serri, artista cagliaritano autodidatta ben attento però alla lezione del passato, da cui impara e da cui si evolve, sperimentando tecniche diverse e prediligendo rese materiche come quelle del bagnato su bagnato – tipico degli Impressionisti – che sfuma il colore l’uno nell’altro, rimodellando le forme e donando naturalezza e corpo all’immagine.

Composizioni come “La mungitrice” sono emblematico esempio di ciò che Serri concepisce nella sua visione artistica. Una scena di vita che riporta all’immaginario agreste, una donna intenta in uno dei lavori quotidiani caratteristici dell’ambiente da fattoria, un momento di vita reale immerso in arie velate dai colori sbiaditi ma dalla forte carica emotiva.

Il dipinto sembra quasi un’istantanea in cui invece di essere impressa la realtà oggettiva rappresentante una donna intenta a mungere una giovenca, è catturata l’impressione che l’artista riceve dal vero. Il soggetto della composizione appare pertanto immerso in un’atmosfera sfumata, in cui a costruire l’immagine sono effetti di luce e colore che creano contrasti netti, scivolano sulle forme semplici ed essenziali, delineano pieni e vuoti, spingendo ad innalzare un impianto emotivo che tocca direttamente lo spettatore, immerso in una realtà sensibilmente percepita per suggestioni ed emozioni.

IFF