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“La scelta di Cupido” di Ilaria Consolo

Recensione dell'Opera


Una poliedricità di contenuti, una coralità di stili, una caleidoscopica visione di immagini e contesti. L’arte di Ilaria Consolo è così pienamente varia e complessa da riflettere quella sua cosmopolita visione del mondo proveniente dalla contaminazione di generi e culture incontrate nei suoi tanti viaggi e nelle esperienze vissute.

Nelle sue opere  ci sono i colori caldi del sud del mondo, le connotazioni tribali e gli ambienti esotici, il grafismo del segno moderno e contemporaneo, geometrismi e motivi floreali. È una sintesi formale e concettuale della creatività dell’artista unita al bagaglio professionale che la Consolo ha acquisito nel tempo come illustratrice, art director, decoratrice e pittrice.

L’opera “La scelta di Cupido” risente difatti proprio della sua esperienza di illustratrice per libri dell’infanzia. La composizione sembra attingere all’immaginario onirico e fanciullesco producendo scenari di gusto surrealistico che contengono una parabola mitologica discendente che porta i valori e gli insegnamenti  dell’antico a scontrarsi con la mediocrità e limitatezza del contemporaneo. Così Cupido, il dio romano dell’amore, è un bimbo che chiude gli occhi dinanzi ad un caos disarmante generato dall’umanità e non sa dove scagliare la sua freccia. Tutto si esprime attraverso un simbolismo espresso e deformato, da cui promana il monito contro la crudeltà che ha invaso il mondo e che non prova più amore per nulla: uomini, animali, natura. Tutto è guerra, disordine, dolore, ingiustizia e nemmeno un dio sa come rimediare a tanto odio.

IFF