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"La stanza del tempo, fase III" di Giovanni Sechi (Enoch Entronauta)

Recensione dell'Opera


Artista visivo, Giovanni Sechi (Enoch Entronauta) fa della sua arte una complessa sintesi di tradizione ed innovazione, intrisa di un sottile concettualismo filosofico, ricercato e personale. Nel suo stesso nome d’arte, i segni dell’ideologia di fondo che accompagna e sottende ogni suo lavoro.

Enoch è infatti il nome biblico, personaggio di memoria eterna come eterna si augura possa essere la sua arte. Entronauta è invece l’appellativo, esito di una ricerca interiore dell’artista, inteso come discopritore di simboli, quei simboli che secondo Jung sono gli accidenti dentro i quali chiudiamo concetti difficili da definire o comprendere e che si tramandano nel tempo sotto forma di segni o immagini.

Così nell’arte di Enoch si apre un mondo di simbolismi e significati da leggere e svelare, come nella sua emblematica “La stanza del tempo, fase III”, opera tra l’altro selezionata al “Premio Internazionale Velázquez” presso la Galeria Gaudi di Madrid, organizzato da ArtetrA e Prince Group.

Quest’opera sembra quasi potersi leggere come metafora della visione pittorica dell’artista, in cui la lezione della tradizione viene reinterpretata nei caratteri di una nuova semantica dai toni pop e metafisici, tratteggiati non più dal pennello ma da quei movimenti delicati come “carezze”, che l’artista fa sul touch del computer. In una struttura compositiva, in cui rimandi di colore e simmetrie di forme costruiscono un piano armonioso ed equilibrato aperto allo spettatore come quasi un invito ad entrare nell’opera, compaiono simboli diversi che costruiscono il racconto dell’arte di Sechi. Icone della storia dell’arte italiana –  che campeggiano come citazioni della tradizione sulla parete di fondo –  vengono rielaborate con linguaggio contemporaneo attraverso la tecnica digitale simbolicamente rappresentata nel pc che è posto al centro del grande letto ed è emblematicamente connotato dall’immagine di Las Meninas di Velázquez, opera in cui il pittore dipinge la società del suo tempo. Oltre il pc, e sempre più vicine al fruitore, altre due simboliche citazioni: la chiave, allusiva al piano della semantica religiosa, ed il libro di Piero Scanziani, scrittore svizzero, autore di “Entronauti”, rimando esplicito al concettualismo artistico di fondo.