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"Languore (Abbandono)" di Morena Lanari

Recensione dell'Opera


Quella di Morena Lanari è una pittura figurativa, espressiva, che si muove nel solco della tradizione realista. I soggetti da lei raffigurati sono colti nel quotidiano ed esprimono le passioni che muovono azioni e sentimenti.

È il caso di “Languore (Abbandono)” dove la figura della donna si staglia sulla tela riempiendone interamente lo spazio. Il volto occupa la parte centrale della composizione, risultando il punto di maggior luminosità insieme al collo, lungo il quale la luce scivola ridefinendo l’incarnato e disegnando i tratti della figura, solcati da un marcato segno chiaroscurale. Gli occhi mollemente chiusi, le labbra delicatamente accostate, la testa lievemente reclinata all’indietro, i capelli liberamente scomposti… è  l’abbandono ai sensi, al sentimento, ai sospirati ricordi o alle infiammanti promesse.

E tutto il percepito è lì, in quel volto definito dal colore e dalla luce, che emerge per contrasto da un fondo scuro, che risalta nella forma per giustapposizione delle note luminose che puntellano la veste viola, che campeggia incorniciato dalle braccia poste in secondo piano, sfumate dalla penombra.