fbpx

“Le delusioni ti aprono gli occhi ma ti chiudono il cuore” di Monica Conca

Recensione dell'Opera


Un gioco di contaminazioni e contrasti che spinge a liberare le pareti dell’inconscio da ordinarie ed imposte sovrastrutture; un’incessante sperimentazione che preme a trascendere la materia e toccare le sfere dell’animo; ricerca, studio, movimento… Tutto questo è insito nell’arte di Monica Conca, artista lodigiana che col suo fare estetico incoraggia l’impulso creativo ad oltrepassare i piani del reale facendo affiorare in superficie le emozioni, le sensazioni, tutti quegli stati dell’essere afferenti al piano dei sentimenti. Fin dai titoli delle sue opere è questo l’intento dichiarato: superare le apparenze, parlare al cuore.

Così è anche in “Le delusioni ti aprono gli occhi ma ti chiudono il cuore”. Pochi tratti affidati al colore delineano le fattezze di un viso femminile che emerge dal nero del fondo e che dallo stesso nero viene avvolto. Un insieme di plasticità e sensualità sembra permeare tutta la composizione, che già nell’impianto stilistico e nell’accostamento cromatico manifesta una patente corrispondenza col messaggio esplicito del titolo.

Difatti la stessa scelta dei colori accostati a contrastare il fondo scuro e al contempo a riceverne tutta l’intensità del dato chiaroscurale travalicano la loro matericità ed il piano del reale ponendosi ai margini della sfera intima ed emotiva. Se il nero cala sulla tela come una coltre portando con sé la valenza simbolica della negazione, dell’opposizione, del sacrificio, i blu e rosa dei tratti del volto col loro senso di tranquillità, il primo, e di apertura, il secondo, rielaborano gli accidenti della realtà traslandoli sul piano dell’emotività. Contemporaneamente a livello strutturale alleggeriscono ed equilibrano la composizione, in cui l’assenza del dato oggettivo e sensoriale degli occhi si contrappone alle labbra socchiuse che, come occhi dell’anima, sembrano sussurrare gli aneliti del cuore.

IFF