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“Le fate” di Anna Laurenti

Recensione dell'Opera


È la liquida trasparenza del vetro a farsi materia d’arte nelle mani di Anna Laurenti. Una materia frammentata e poi ricomposta in forme vibranti e in madreperlate luminescenze del colore invaso dalla luce.

Nelle opere dell’artista le composizioni si delineano in figure costruite come pezzi giustapposti di mosaici di vetro, variamente dimensionati a cercare la giusta forma e diversamente contaminati dall’impiego di materiali differenti che definiscono l’economia delle creazioni.

Attraverso una continua ricerca e sperimentazione, l’artista elabora un’arte personale e autentica in cui tasselli di vita, emozioni, passioni si ricostruiscono nella dinamica di un tratto sinuoso, delicato che sembra prendere a prestito le forme ondulate della natura.

Nell’opera “Le fate”, non solo le forme ma anche il repertorio floreale della natura s’insinua a descrivere la composizione invadendo i piani e i volti femminili che emergono dal disegno. Sono volti di fate che rappresentano il mondo immaginario e fantastico delle fiabe da cui è affascinata l’artista, con il loro linguaggio semplice e coinvolgente, capace però di portar con loro significati di valenza universale, di insegnamento e morale.

Qui tra gli incastri di luce e colore, i bagliori sfumati e  madreperlati, le espressività sagomate nei tratti distintivi delle piante e delle figure femminili dai rimandi di stile d’Art Nouveau, s’inseguono e si mescolano le bellezze di due mondi che fungono da antidoto alla bruttezza del male. Un visivo, narrato lieto fine che incanta e raccorda gli animi come anche la più imprevedibile e sconosciuta fiaba suggerisce…

IFF