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“..Le streghe son tornate..” di Morena Lanari

Recensione dell'Opera


È uno scandagliare l’animo umano quello che ritroviamo nelle opere dell’artista Morena Lanari. È un far affiorare sentimenti, ricordi, emozioni dai quei volti tratteggiati, catturati, impressi sulla tela che trascendono il reale per dar spazio alle essenze. E la mano della pittrice si sofferma soprattutto a ricercare le essenze femminili, che diventano espressione di quei valori universali che appartengono alla natura umana.

Ogni donna ritratta nella sua quotidianità e contemporaneità è pretesto per indagare l’animo, per attraversare quella dimensione intima e spirituale che non appartiene più alle sfere del sensibile, tanto è vero che spesso le opere della Lanari sono contraddistinte da spazi indeterminati e atmosfere diafane entro cui  si staglia la figura.

È questo il caso anche di “..Le streghe son tornate..” dove primeggia appunto una figura femminile che appare come seduta ed intenta ad appuntare qualcosa su un quaderno, con un gatto assiso sulle gambe. Ma nella composizione non è visibile una sedia, non è delineato un ambiente, non c’è alcun elemento architettonico. Il fondo è occupato semplicemente da pennellate di colore più o meno intense che sembrano dividere l’area in una zona luminosa ed un’altra più in ombra… atmosfere evanescenti ed avvolgenti che accolgono una figura che simbolicamente inneggia alla pienezza della vita.

La donna dai capelli rossi, rossi come il fuoco di Satana, il gatto da sempre considerato animale magico ed il titolo stesso dell’opera gareggiano a voler ricostruire  quella che ideologicamente è la figura della strega nell’immaginario collettivo. Ma quella stessa immagine, avulsa da contesti spazio-temporali diventa tutt’altro. Anche qui diventa ricerca delle essenze, forse le essenze di quelle donne che hanno sofferto, che hanno subito, che hanno lottato, ieri come oggi, per dimostrare il loro valore.

IFF