fbpx

“Leonardo Da Vinci” di Pino Razza

Recensione dell'Opera


Scorci paesaggistici intensi e lirici, ritratti emotivamente vibranti e profondi. Le opere di Pino Razza sembrano rincorrere un realismo emotivo fatto di suggestioni carezzevoli e delicate che rasserenano l’animo. L’artista attraverso la pittura evoca immagini che fanno parte dei suoi ricordi, delle sue riflessioni, di una sua visione del mondo epurata attraverso il filtro di una sensibilità romantica.

Che siano impressi nella qualità effimera e mutevole dell’acquerello o nella distesa pastosità dell’olio o della tempera, le opere di Razza penetrano lo sguardo accompagnandolo in un’atmosfera delicata e serena.

Così è per i luoghi di natura dalla bucolica essenza, così è per i volti intensi di matrice femminile, d’interesse personale o d’ispirazione sacrale. E così è per l’opera “Leonardo Da Vinci”, omaggio al grande artista rinascimentale, il cui volto appare impresso sulla tela col suo sguardo fiero e acuto di genio senza tempo. Un evidente primo piano che pare puntare l’attenzione sugli occhi, quasi a voler portare l’osservatore a penetrare l’anima di quell’immenso uomo di ingegno e talento scrutandone le inquietudini, i tormenti, gli arrovelli di una mente continuamente in cerca di risposte dal grande libro della natura e dall’esperienza.

Che nello sguardo del sommo artista ci sia anche un criptico riferimento e omaggio alla sua eccelsa opera? Chissà… ma se “La Gioconda” fu con Leonardo fino alla sua fine, diventando emblematica espressione del suo continuo e perfezionistico esercizio di stile, piace pensare che in quel primo piano, soprattutto in quegli occhi e in quella posizione – sebbene ribaltata – dell’opera di Razza, riecheggi quello sguardo famoso e universale della celebre Monna Lisa.

IFF