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“Linea d’orizzonte – il riflesso della società” di Sara Sajeva

Recensione dell'Opera


Un impatto cromatico quasi violento, tratti iconografici che sembrano a volte scivolare nel grottesco, percezioni d’insieme affini all’angoscia e al drammatico. L’arte di Sara Sajeva pare attingere a piene mani alla fonte dell’Espressionismo. Sono infatti i sentimenti ad essere messi a nudo e ad essere rappresentati, sono  le emozioni a ribollire in superficie, le sensazioni forti ad avvampare, infuriare, fare a pugni con l’umanità e l’indifferenza della società contemporanea. Come l’Espressionismo, è il colore a picchiare sulla tela, nelle sue tinte vivide, nelle pennellate grosse ed energiche.

Le scelte cromatiche ed espressive delle opere della Sajeva sono strettamente correlate a quei sentimenti di disprezzo ed annichilimento dell’uomo che sono tematiche privilegiate per l’artista, come privilegiata è la tecnica della pittura ad olio che per il suo modo di asciugare il colore la rimanda all’idea del mutamento. Così, anche la sua visione pittorica, i suoi contenuti sembrano allargarsi verso orizzonti di speranza.

E tale impianto concettuale vale anche per “Linea d’orizzonte – il riflesso della società” dove, al centro dell’idea compositiva, c’è un’ulteriore riflessione sull’umanità. La rappresentazione del reale è tutta affidata al colore, energicamente spatolato sulla superficie tanto da mettere in movimento la composizione. Un vibrato che si stende con punte massime e minime di intensità. È la simulazione dei moti dell’animo a prendere posto sulla tela. Moti agitati come nei tratti in alto della composizione o increspati  come le onde del mare sotto un cielo, per contrasto più disteso, rosa e celeste e al di là di una linea simbolicamente concepita come la linea dell’orizzonte in cui si specchia la società e che demarca ideologicamente due dimensioni, due mondi, due visioni.

IFF