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“Luce” di Alessandra La Chioma (Lale)

Recensione dell'Opera


Inconfondibile nello stile, distinguibile nel segno. L’arte di Alessandra La Chioma (Lale) è linguaggio unico  che traduce assunti primordiali ed universali. È un tratto vibrante e “innervato” che diventa plastica riproduzione della riappropriazione umana di quel sentimento ancestrale di unione col tutto, ricondotto ad un’iconografica rappresentazione del concetto di  connessione, rete, interazione. Un labirinto cromatico –  come suggerisce l’artista – che s’insinua e prende vita come quasi “macchine anatomiche” che rinascono sotto forma di luce, vivendo la dimensione altra, quella spirituale, energetica, armoniosa ed equilibratrice.

E tale flusso pervade e riempie anche la composizione “Luce” percorsa da un fitto e stretto intreccio di linee e campiture di colore che s’intersecano tra loro e s’insinuano le une nelle altre facendo emergere i tratti ben distinguibili di un volto femminile. L’opera si riallaccia agli insegnamenti meditativi della filosofia Reiki proiettati al risveglio dello spirito, alla crescita personale e al benessere fisico e psichico mediante la pratica di canalizzazione dell’energia universale attraverso le mani.

E proprio le mani sono qui nell’opera solo vagamente accennate, ridotte a segno grafico e cromatico, nucleo primario da cui sembra fluire l’energia. Torrenti di luce e colore che costruiscono la figura e allo stesso tempo narrano lo spontaneo defluire dell’energia nel corpo, nel suo attraversarlo tutto, percorrerlo in ogni suo anfratto, entrare ed uscire fino all’astrazione dell’infinito.

L’artista descrive così un reticolato intreccio che è un abbraccio, metaforicamente linfa vitale che sale lungo le radici dell’io e le nutre di spiritualità e trascendenza.

IFF