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“Luce Notturna II” di Juan Francisco Gomez Cambronero

Recensione dell'Opera


Spazi urbani, scene del vivere quotidiano, vedute prospettiche catturate con l’oggettività dell’osservatore, luci ed ombre che costruiscono l’immagine della vita in movimento… L’arte di Juan Francisco Gomez Cambronero si veste di un realismo pittorico vero ed autentico che immerge lo spettatore nella bellezza contemplativa e meditativa di frammenti di vita, dipinti come tasselli di una realtà contemporanea che ci circonda e ci appartiene. Una realtà che si traduce in composizioni visivamente vibranti, dinamizzate dalla presenza di accentuazioni cromatiche del colore e di un espressionismo figurativo lucido anche quando sconfina nei piani deformanti e surreali dell’irrazionale, che si rendono complementari dell’identità e della visione pittorica dell’artista spagnolo.  Le sue opere sono un racconto emozionale che tocca scene, momenti, mondi, oggetti, volti.

In  “Luce notturna II” l’artista affonda il colore ed il segno nella materia della vita che brulica di notte nelle strade cittadine. È uno dei diversi dipinti appartenente alla serie “Urbanos” in cui l’artista indaga il rapporto tra gli uomini e l’ambiente, calato nei silenzi interrotti della notte che inducono la mente a pensieri, nostalgie, insicurezze, sentimenti  spesso estremizzati su cui sosta il placido chiarore della luna.

Qui la scena urbana è occupata dall’immagine di una giovane donna che incede elegante per la strada verso un luogo, un incontro, un desiderio, pronta a vivere la sua notte. Su di lei si muovono i bagliori delle luci artificiali, dei lampioni, delle insegne luminose e dei semafori che costruiscono il tessuto urbano  e dei fari delle auto che si dileguano in fretta  rompendo i silenzi.

La sua immagine è metafora della brevità della notte quale momento di leggera follia e rifugio dalle ansie e dalla routine del giorno, ma anche metafora della giovinezza spensierata ma fugace come la notte, e per questo da vivere appieno ed intensamente.

IFF