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“Magic Skitour” di Kerstin Kager

Recensione dell'Opera


Pochi semplici tratti vissuti con la forza della linea che demarca le figure o la violenza del colore che impone la sua carica espressionistica. L’arte della pittrice austriaca Kerstin Kager è un racconto istantaneo ed emotivo del reale che comincia lì dove l’artista posa il suo sguardo.

Momenti di vita quotidiana lasciano la loro oggettività di aspetto e materia per uscire dal segno frenetico e veloce dell’artista come forma interiorizzata. Tutto diventa motivo per costruire la sua risposta pittorica che è espressione di un significato più profondo e recondito celato dietro un impianto estetico che pare semplice ed elementare. E sono così le persone, gli animali o i paesaggi, come quello rappresentato in “Magic Skitour”, a diventare soggetto privilegiato di quella ricerca pittorica fatta di forme, colori, ombre e movimento.

Come in molte opere della Kager, anche in questa le linee dinamiche descrivono il movimento dell’agire umano su un disegno di fondo che ne suggerisce potenzialità in atto. Il movimento è qui quello dello sport. La sagoma delle montagne richiama lo spirito competitivo e di avventura, la prevalenza del blu e bianco prepara la mente ai colori dell’inverno e al rigore del paesaggio innevato, gli uomini in primo piano che guardano gli altri abbozzati sullo sfondo sognano il loro tour e la conquista della vetta.

Ma la montagna, traccia senza inizio e senza fine, raccontata nella sua vastità sconfinata è anche espressione di natura selvaggia e desiderio primitivo di dominio su di essa. L’immagine che si addentra sembra sprofondare lo sguardo dell’osservatore nell’oltre dell’opera. La composizione diventa così aspirazione ma anche simbolico invito ad oltrepassare i limiti e guardare verso mete lontane e sconosciute.

IFF