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“Mare quotidiano” di Armando Montella

Recensione dell'Opera


Atmosfere sognanti immerse in auree sbiadite, scenari incantanti catturai in scorci arditi di paesaggi, orizzonti silenti, onde impetuose o placide. Nell’arte del fotografo Armando Montella il particolare catturato o il momento impresso diventano non solo la descrizione di un attimo ma l’evocazione di un mondo sommerso di emozione ed introspezione che riaffiora in maniera quasi involontaria, istintiva al cospetto dell’opera.

Luoghi privilegiati di questa trasposizione emozionale del reale sono i paesaggi della sua terra, i paesini ed il semplice vissuto dei borghi marinari della Costiera Amalfitana, immortalati nella fissità di un’immagine senza tempo, nella limpidezza descrittiva dei contrasti chiaroscurali spesso attraversati da lievi sfumature di colore, nella concretezza di un particolare che rapisce lo sguardo.

Questa sua poetica dell’immagine è racchiusa in opere come “Mare quotidiano” in cui ritroviamo i soggetti della sua terra, qui rappresentata da uno scorcio del paesino costiero di Atrani, un cielo vago ed evanescente che si affaccia sul mare calmo e sempre fascinoso,  i contrasti di  luce nel netto rincorrersi dei bianchi e dei neri. L’immagine parla di quella terra e di quel mondo genuino e semplice nel suo stile di vita fatto anche di panni stesi al sole simbolicamente in contrapposizione con l’immaginario comune che appartiene a quei luoghi.

Atrani è infatti posto vivace di mare, affollato di turisti durante la bella stagione, che però nasconde la verace identità di paesino di pescatori, che vivono del loro lavoro quotidiano.

Così narrate, sensazioni quasi nostalgiche attraversano l’obiettivo e agitano l’animo dell’artista come quello dell’osservatore, inducendo un’esperienza personale ad essere vissuta come esperienza universale.

IFF