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“Metamorfosi” di Claudia Perruso

Recensione dell'Opera


Pennellate di colore si stendono sulla tela a svelare le intimità più profonde dell’essere. Il segno è colore. Il tratto è vibrazione. Nell’arte di Claudia Perruso ogni traccia di figuratività scompare. Il reale passa solo per la forma delle emozioni, delle sensazioni che l’anima avverte dinanzi alla vita che scorre con le sue gioie, le sue ansie, le sue paure, le sue contraddizioni. Agli smarrimenti dell’esistenza del mondo contemporaneo l’artista oppone i valori e gli impulsi primordiali che esprime attraverso la dinamica del gesto e la vitalità accesa e intensa del colore.

I suoi sono i “colori della vita”, come l’artista stessa li definisce. Colori che si fanno linguaggio espressivo e che in unione con la liricità di versi con cui spesso l’artista accompagna le composizioni completano il messaggio parlando diretti allo spettatore. Così opere come “Metamorfosi” rappresentano il significato della vita che passa ma non si distrugge, muta e si trasforma in un perpetuo divenire che è evoluzione e esistenza vissuta, attraverso la qualità espressionistica del colore.

Tasselli di vissuto si aggiungono segnando le esistenze, fuggendo in avanti come fuggono e fluiscono le tinte che l’artista fa gocciolare sulla tela bianca imprimendo un continuo movimento. È come se le emozioni si costruissero e si esplicassero sul piano vuoto e immacolato, nell’andirivieni della linea densa e impastata di colore, nei contrasti cromatici, nei colori caldi delle forti sensazioni percorse anche da “momenti neri”.

La vita vibra sulla tela. Si comunica al mondo. Si commuta in energia vitale, fluendo da una dimensione particolare ad una visione universale.

IFF