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“Metamorfosi” di Valentina Del Gaudio

Recensione dell'Opera


È un’empatica espressione di uno sguardo al reale e all’esistenza umana a riempire le tele dell’artista Valentina Del Gaudio. Una riflessione profonda e personale sul vivere quotidiano che è una trasposizione palpitante nei linguaggi dell’arte, che per l’artista è sperimentazione, mutamento, evoluzione, corrispondenza emotiva ed impegnata, di messaggi positivi, valori e nuovi significati.

Nella figuratività delle sue composizioni si raccoglie un’iconografia e un espressionismo coloristico che risponde alle meditazioni attorno ad un pensiero, ad un concetto da esprimere, che in auge è riflesso già nel titolo dell’opera. Un tutt’uno che è visione totalizzante del messaggio e della condizione partecipativa dell’artista.

Così in un’opera come “Metamorfosi” è possibile leggere quella che nell’artista diventa una presa di coscienza dei cambiamenti imposti dalla vita, da intendersi quale naturale flusso del divenire. Costruita attraverso una combinazioni di espedienti linguistico-espressivi simbolici, la composizione si concretizza in un’iconografia quasi fantastica e colorata che vuole essere un inno alla vita così com’è, affascinante, pericolosa ed imprevedibile.

Dal mondo ferino a quello umano, denominatore comune è l’incedere della vita e l’accettazione di quel che viene in quanto processo di natura. Rappresentate sono quindi due figure che assurgono ad emblemi di istinto e passione, di forza e rinascita: da una parte il volto di Frida Khalo, artista risoluta e determinata che ha “scavalcato i muri” con la forza interiore e le opportunità ritrovate nella propria arte, dall’altra il cervo espressione della forza istintiva di corpo e spirito e di continuo rinnovo. Un inno alla vita che si rinnova e diventa ancora più evidente nel raccordo della chioma fiorita di Frida e delle corna ramificate e germogliate del cervo, quali allusioni simboliche ad una nuova primavera.

IFF