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“My Soul” di Yara Perez

Recensione dell'Opera


L’immaginario fanciullesco fatto di linee essenziali, forme semplici, colori netti e forti domina le tele dell’artista cubana Yara Perez. Come trasportata da un flusso creativo, l’artista si lascia ispirare dalla pittura che diventa con lei linguaggio libero e spontaneo, lontano da schemi e vincoli o da qualsiasi teoria che non le permetta di esprimere naturalmente la propria sensibilità. Sperimenta le potenzialità della pittura come luogo entro cui superare la percezione sensoriale del presente, oltrepassare i confini della realtà oggettiva e scivolare sul piano dell’illusione sognante, dell’immaginazione creativa, dell’irrazionale fecondo.

Le sue opere sono infatti sempre rappresentazioni giocose, liete, carezzevoli della vita e del mondo, entrambi epurati delle tensioni e drammatizzazioni del vivere quotidiano, filtrati nella gentilezza ed innocenza dell’anima, come in “My Soul”. In quest’opera l’artista dà concretezza ai luoghi del suo mondo interiore, quello dove si chiude per vivere una realtà altra, dove la natura ha i colori di un verde brillante, i fiori hanno profumi e forme diverse dal comune ed il sole scalda ed illumina con una luce nuova.

È il suo giardino segreto, dove il tempo è rallentato, dove le regole sono solo quelle della fantasia e dove sentirsi finalmente  in pace con se stessa. Chiusa nel suo idillio colorato, l’artista è libera di sognare, di abbandonarsi ai suoi ricordi di bambina impastati di tinte pastello, circoscritti da tratti marcati e decisi, affollati di forme del reale interiorizzati e riscritti secondo gli schemi bizzarri dell’invenzione fantastica. E lì trova la sua giusta dimensione, dove l’anima si alleggerisce e la mente vaga.

IFF