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“Natura Bucolica” di Cristina Corvino

Recensione dell'Opera


Antico e moderno, spazio e tempo, bellezza ed umanità, binomi  di uno stesso pensiero, di uno stesso flusso filosofico-creativo che confluisce in un’esperienza unica ed eccezionale che è l’originale forma d’arte di Cristina Corvino.

Promotrice del concetto estetico di Arte Conservativa, la Corvino fonda la sua esperienza artistica sul recupero del passato in chiave contemporanea attraverso la complementarità di tecnica e generi artistici ad ella appartenenti. La sua è una forma d’arte totale in cui l’arte e la storia vengono reinterpretate nell’atto creativo dell’artista consegnando allo spettatore una forma di comunicazione artistica nuova e contemporanea veicolante un messaggio sociale che, superando le barriere di spazio e tempo, diventa universale.

Emblematica in tal senso è la serie Macchine del tempo dove è la condizione sociale della donna a farsi universale, emergendo da opere antiche a cui il restauro ha donato nuova dignità storica ed attualità. Di questa serie fa parte anche l’opera “Natura Bucolica” in cui la scelta pittorica si appunta su quelle vedute di tipo rinascimentale dove lo sfondo sembra fare da protagonista rispetto la marginalità dell’elemento umano che anche qui non rifugge dalla presenza femminile. Come la pratica del restauro e secondo gli stilemi dell’Arte Conservativa, il dipinto viene riquadrato mettendo in evidenza ciò che deve essere recuperato (parlando in termini di restauro) o ciò che deve assurgere a nuovo significato (parlando in termini di Arte Conservativa). Ed è allora la campagna a distinguersi con i suoi colori, le sue forme, la sua luce in armonia con tutte le sue parti e con l’essere umano, in un idillio bucolico che è pace, amenità e fuga dalle pene del mondo reale.

IFF