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“Natura e artificio. N° 2” di Piero Racchi

Recensione dell'Opera


Quella di Piero Racchi è un’arte che è una vera e propria dichiarazione di intenti. Le sue “pitto-sculture”  sono espressione artistica, dal taglio criptico e multimaterico, di un unico messaggio che identifica una precisa scelta ideologica e filosofica. È una scelta ecologica che racchiude il programma estetico-concettuale dell’artista piemontese sotto un’unica prospettiva di “natura e artificio”. Difatti tutte le opere di Racchi nascono per evocare tramite segni, simboli, materiali naturali ed artificiali combinati insieme, la contemporanea minaccia dell’uomo sulla natura e la necessità di porvi urgentemente rimedio.

Come in “Natura e artificio n° 2” in cui l’astrazione della composizione, allo stesso tempo equilibrata e conciliata in una mediazione dei due opposti, tende a muovere gli stati dell’inconscio conducendoli verso un piano emotivo che sprofonda e sintetizza la complessità del contrasto reale tra la forma umana e quella naturale.

Segni come geroglifici incidono la materia, forme reiterate di cerchi e quadrati sembrano alludere ad ingranaggi meccanici e allo stesso tempo a significati simbolici della perfezione e della natura per il primo e della terra per il secondo, cromatismi vivaci e brillanti, che ideologicamente rimandano a impianti vegetativi, invadono uno spazio chiaro, arido e freddo.

Tutto si presenta come un messaggio cifrato che solo il piano delle emozioni può disvelare e liberamente interpretare.

IFF