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"Nell'ombra della maschera" di Anna Maria Loparco

Recensione dell'Opera


Un’arte sofisticata quella di Anna Maria Loparco. Sofisticata nel segno, sofisticata nelle atmosfere rese a volte vibranti, a volte soffuse, sofisticata nell’ecletticità della scelta pittorica, nell’uso colore e nella modulazione della luce.

Le opere dell’artista – svizzera di nascita ma pugliese di appartenenza – sono specchio della sua feconda personalità, della versatilità del suo talento e di quel concettualismo tinto di emotività che le permette di passare, con grande disinvoltura espressiva, da rappresentazioni rasenti il metafisico all’espressionistico, al figurativo più stretto, restituendoci – nell’ultimo caso – volti di una raffinatezza sublime, come “Nell’ombra della maschera”.

In un impianto pittorico in cui prevalgono i toni freddi, la delicatezza di un volto femminile si accende di colore nel rosso delle labbra e nel dorato della maschera che cela lo sguardo, minuziosamente decorata, quasi fosse cesellata. È poi la luce ad illuminare la composizione,  descrivendo i contorni, ingentilendo le forme, scivolando tra i capelli come fili d’argento e levigando le carni con candore alabastrino.  Ma alla perfetta ed armonica bellezza del volto fa da contraltare l’amara sfumatura del messaggio sottesa alla presenza della maschera, dalle eco pirandelliane, e che veste di algida mestizia lo sguardo. Una maschera che è l’emblema del nostro entrare ed uscire dai ruoli sociali, del vestirci di apparenze, di conformarci al pensiero comune col rischio di perdere se stessi e la propria identità, relegata a volte a vivere “nell’ombra della maschera”.

IFF