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“Nell’ora della prova 10 marzo 2020” di Raffaele Esposito – Saul

Recensione dell'Opera


È una pittura originale, sofisticata e minuziosa quella di Saul (Raffaele Esposito), densa di particolari, immagini e colori che fondono la materia del sogno con quella della realtà in un figurativo quanto mai reale e concreto nella sua rappresentazione. L’artista sembra dare sfogo alle illusioni riverberate dal sostrato di emozioni che muove la sua arte e dirige la sua tecnica, la quale si rende unica nella resa dei tocchi di pennellate e tasselli di colore che compongono volti, corpi, figure umane. È come se l’artista descrivesse la mappa corporea delle emozioni. Desse sostanza alle sensazioni che “macchiano” i tessuti umani, ne facesse intravedere sottopelle il flusso che percorre i corpi, circola in ogni anfratto, si fa energia vitale con i suoi colori e le sue tante sfumature.

E le emozioni che palpitano all’interno dell’opera “Nell’ora della prova 10 marzo 2020” sono quelle che hanno invaso tanti di noi durante quei momenti in cui la pandemia ha messo tutti più a dura prova. Sono sentimenti di paura, instabilità, rabbia, angoscia, smarrimento ma anche di speranza che, nell’opera dell’artista, si manifestano in una rappresentazione realistica dell’eterna lotta tra bene e male che sembra rinnovarsi in un ulteriore, temibile scontro con l’avvento del virus.

Così, come in una sorta di delirante apparizione onirica, campeggia in primo piano, nel dipinto, la personificazione del male con sguardo puntato verso lo spettatore e reggente una lampada a petrolio dalla fiamma spenta, simbolicamente a rappresentare l’uomo e la sua fragile vita che porta con sé il destino della propria estinzione. In posizione più arretrata e sullo sfondo invece ricorrono i simboli della cristianità – la croce col sacrificio di Cristo, la colomba dello Spirito Santo e l’immagine della Madonna –  a cui l’artista sembra fare appello come in una preghiera dipinta che invoca l’aiuto divino per la salvezza di un mondo sopraffatto dal male.

Ed emblematica echeggia una data nel titolo dell’opera: è il giorno in cui l’artista racchiude il sentimento di preghiera nell’ultima pennellata.

IFF