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“Pannello sonoro” di Grazia Santarpia

Recensione dell'Opera


Colore, segno, suono, espressioni di un linguaggio pittorico e scultoreo che sperimenta, studia, ricerca. L’arte di Grazia Santarpia è una continua indagine della realtà oggettiva percepita dai sensi e tradotta sulla tela nelle diverse e molteplici sfaccettature che ne dà l’animo umano.

Un’interiorizzazione che scopre simboli e corrispondenze tra mondo sensibile ed emotivo che si univerbano nell’insinuarsi della linea all’interno di colore e materia generando forme e figure, nella ripetizione del segno di matrice concentrica quale richiamo rituale allo stato di sostanza primordiale, nella traccia di un suono quale sinestetica vibrazione dell’uno col tutto, svelando lentamente i segreti del proprio io.

E la reiterazione del cerchio, il suono come vibrazione, il colore e la materia si ritrovano anche in “Pannello sonoro”. Qui gli elementi della composizione si fondono in un rapporto di complementarità che diventa testo di un messaggio universale i cui significati, di filosofica interpretazione, si leggono nella rievocazione del suono di natura quale perpetuo respiro che, cristallizzato nei differenti stati della materia, compone l’universo tangibile.

Una scultura sonora che vibra nella materia del ferro battuto e saldato in sottili lamine concentriche che pendono dalla cornice superiore del quadro. Ripetute nella forma e nel contrasto di colore, vibrano in suono e luce grazie al movimento, che può essere del vento o dello spettatore in interazione partecipativa con l’opera. Fuoco, calore, energia e suono diventano simbolica manifestazione del soffio vitale che plasma il sentimento umano.

IFF