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“Pensieri fugaci” di Anna Poerio

Recensione dell'Opera


Un’arte che celebra la poesia dei corpi nel loro descriversi nello spazio, che insegue la dinamica armonica del movimento, che fonde lo stato di uomo e natura in una definizione estetica concettuale che coniuga immaginazione e ragione.

Nei dipinti di Anna Poerio la figura umana compie la sublimazione del sé in connessione con la natura, trascendendo i piani del reale e definendosi in immagini immerse in atmosfere sospese, di intuizione quasi metafisica. L’affabulante dinamica del movimento che si fa espressione delle interpretazioni concettuali estetico-figurative dell’artista, si descrive nella definizione di linee sinuose e pose ardite, nelle dinamismo vibrante di volteggi coreografici e nella leggerezza svolazzante dei panneggi. Questa stessa levità è presente e ben percepibile nell’opera “Pensieri fugaci” dove tutta la composizione si fa espressione lirico/simbolica della fugacità del pensiero che  scivola dentro le emozioni, adombra la mente e poi si dissipa dolcemente nel ricordo.

Qui una donna,  con lo sguardo come perso nel vuoto, campeggia  al centro  dell’opera con la sua figura aggraziata e composta, chiusa nella leggerezza di un abito rosso dolcemente mosso dal vento e dispiegato nella sua ampiezza, sorretto in un lembo dalla mano della giovane. A questo dinamismo del corpo corrisponde la dinamicità compositiva della corona di fiori che inquadra la figura e simbolicamente si fa parallelo della delicatezza dei pensieri entro cui la donna è assorta e che lievemente accompagna. L’opera si rende poi ancora più raffinata nella vibrante luminosità del fondo oro che accoglie l’intensa cromaticità dell’abito rosso, ammantando la composizione di sensibilità ed eleganza.

IFF